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Livio Ceci ed i rally, un amore a prima vista

Livio Ceci ed i rally, un amore a prima vista

Si è avvicinato al mondo dei rally quasi per gioco, ma è stato un incontro che lo ha stregato fin dall’inizio. Tra gioie, soddisfazioni, vittorie e momenti più duri e drammatici


La prima gara il 2 giugno 1991, di lì in poi oltre 30 anni a leggere note e road book. A parte una parentesi, 6 lunghi anni di stop, a causa di un grave incidente che avrebbe potuto mettere in serio pericolo non solo la sua carriera ma addirittura la sua stessa vita. Un impatto fortissimo, contro ad un albero, e la corsa disperata in ospedale, la rianimazione, il coma. Poi la decisione di riprovarci, anche se in realtà, come afferma lo stesso Livio, “Ho iniziato a correre veramente dopo l’incidente. Bisogna fare quello che dice il cuore, sempre!”

E così Livio, a quante gare siamo?

271 gare, con l’obiettivo di arrivare a 300, sarebbe un bel traguardo! In realtà avevo dichiarato che avrei mollato i rally una volta andato in pensione, ma non è stato così. Finchè continuerò a divertirmi non mollerò!

In tutti questi anni sono mutate tante cose…come ti vedi nei rally di oggi e nel futuro?

Sarebbe bello continuare a divertirsi, anche se non è sempre così perché l’ambiente è molto cambiato, c’è poca umiltà, rispetto, educazione, vedo ragazzini che corrono da pochissimo che sembrano già arrivati. La passione resta immutata, anche se l’età ed il fisico stanno iniziando a chiedere il conto. Ad aprile compirò 66 anni e siamo alla trentacinquesima licenza. Vorrei andare avanti, negli anni 90 c’era molta più passione e divertimento, adesso è cambiato un po’ tutto. Anche nelle storiche è cambiato molto l’ambiente, ultimamente ci fanno gareggiare in condizioni assurde e con pochissima considerazione. Il rally è sempre stato e resta uno sport molto costoso. Credo sarà molto difficile avere persone, gli attuali giovani, che tra 30-40 anni indosseranno ancora tuta e casco come abbiamo fatto noi. Non si fa nulla per avvicinare questo sport ai ragazzi ed agli appassionati. I giovani non hanno voglia di fare sacrifici ed imparare. E’ un ambiente che inizia ad andarmi stretto e nel quale non mi ci ritrovo

C’è un pilota, o anche più di uno, che ricordi davvero con piacere?

I piloti a cui sono più legato purtroppo se ne sono andati, troppo presto: Gianpaolo Tosi, Giuseppe Berretti e Piero Gobbi, non solo piloti ma signori veri. Gigi Galli, al fianco del quale ho svolto un test, 4 ore davvero intense ed emozionanti. Mirco Baldacci, col quale ho corso solo una volta vincendo, Simone Campedelli insieme al quale ho fatto l’apripista, Nicolò Fedolfi, il pilota con cui ho corso più volte, e Jader Vagnini
Insieme a Jader Vagnini al Rally di San Marino, ai tempi del Trofeo Fiat Punto 

Insieme a Vagnini hai anche vissuto un momento davvero indimenticabile…

Insieme a Jader ho ottenuto diverse vittorie assolute, il momento sicuramente più emozionante è stato il terzo posto assoluto conquistato a Messina nel 2000, con la Renault Megane dietro a Piero Longhi e Paolo Andreucci che si giocavano il titolo Italiano. Forse uno dei risultati più belli
Il podio del Messina 2000: terzo assoluto, insieme a Jader Vagnini, sulla Megane Maxi

Quale auto, tra le tante su cui sei salito, ricordi con più emozione?

La macchina che mi ha fatto tremare le gambe è stata senza dubbio la Lancia Rally 037 che vedevo gareggiare quando ero ragazzino. Poi la Subaru ex-Solberg di Tosi
Sulla Subaru WRC ex-Solberg insieme a Giampaolo Tosi - Foto: FotoZini 

Tra i vari giovani di belle speranze… chi ti piacerebbe vedere crescere ed arrivare a risultati importanti? 

Ci sarebbero diversi giovani molto interessanti che con una politica diversa potrebbero davvero crescere per arrivare ad avere uno o più italiani nel Mondiale o su palcoscenici importanti. Angelo Pucci Grossi, ad esempio, un grande amico, è un pilota che secondo me va forte e che metterei tra i primi 10 in Italia. Fontana, Daprà e Trentin li reputo i giovani che, in questo momento e per i risultati che stanno facendo, possono avere un futuro ad alti livelli

La passione e la stima per Paolo Andreucci… un campione che hai anche “rischiato” di navigare…

Paolo Andreucci è il pilota per cui ho un debole. Si correva il Circuito Rally a San Marino la domenica e lui concludeva il 1000 Miglia sabato sera. Avrebbe dovuto per forza gareggiare su una Mitsubishi, l’avevo anche trovata, tramite Giampaolo Tosi, ma tutto è sfumato semplicemente perché la gara era su asfalto, la vettura montava ancora l’assetto da terra e “Giampa” ce l’avrebbe voluta mettere a disposizione in ordine. E purtroppo non riuscimmo a correre insieme. C’è una stima ed un rispetto reciproco, è una persona davvero fantastica e con un cuore grande

Meglio le storiche o le vetture moderne? Una macchina che manca al tuo palmares?

Pur correndo spesso negli storici preferisco le auto moderne. Le storiche hanno fatto la storia, è un prestigio ed un onore correrci, ma le auto attuali sono astronavi, davvero bellissime, performanti e che se ben settate ti permettono tanto. Assetto e freni sono davvero impressionanti. Mi manca navigare su una Rally2 in una gara bella, vera, non un circuito, ed a fianco di un pilota veloce
Tra i tanti, Livio ha avuto il piacere di navigare anche "Dedo" al Tuscan - Foto: Simone Trapassi 

Tornando agli aneddoti ed ai ricordi… il Barum insieme a Paolo Diana…

Ho il rammarico di aver corso solo una gara al fianco di Paolo, ed è durata davvero troppo poco: siamo volati fuori strada, finendo in un lago, sulla prima prova speciale, in una gara come il Barum dove la passione ed il pubblico sono una cosa eccezionale

Hai un idolo, un pilota o un navigatore, a cui ti ispiri?

Il mio idolo di sempre è Carlos Sainz, forse più Luis Moya che lui, oltre a Colin McRae, Henri Toivonen ed Attilio Bettega. Piloti che ho visto correre in gara e che mi sono rimasti davvero impressi

Una gara, un sogno da realizzare, prima di appendere il casco al chiodo?

Senza dubbio il Monte-Carlo, una gara iconica e dove puoi trovare tutte le condizioni possibili

Cosa farai in questo 2026?

A dire il vero ancora non lo so. Spero di ripetere l’esperienza nel Terra storico. Poi le gare di San Marino ed il Rallylegend

Grazie Livio per il tuo racconto pieno di emozioni e passione. Una carriera lunga e carica di soddisfazioni che non si può, non si deve, ancora fermare!


Credits: Marco Cardinali - SM RacingMedia

- Articolo parzialmente pubblicato su TuttoRally - 

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