Mattia Bartolucci: “Sogno di lottare per il Terra”
Un concentrato di passione, umiltà, grinta e determinazione ed un punto fermo: i piedi ben piantati a terra. Un amore sfrenato per le gare su terra e…sognare non costa nulla!
Mattia è un ragazzo, un
navigatore marchigiano classe 1988, nato a Mercatello sul Metauro, un luogo che
nelle menti degli appassionati evoca ricordi mondiali, legati prima al Rallye di
Sanremo mondiale, proseguiti poi con le sfide del San Marino Rally e del Rally
dei Castelli. Tanta passione, un amore per i rally nato da bambino quando, con
l’avvicinarsi del San Marino, contava i giorni che lo separavano dal vedere gli
spettacolari passaggi di piloti come Pucci Grossi, Massimo Ercolani, Federico
Martelli, Andrea Navarra, i beniamini locali che sulle strade nei dintorni di
casa sua hanno sempre regalato spettacolo ed emozioni.
Semplice ed umile, con i piedi
ben piantati a terra, una passione infinita per i rally unita alla grinta ed
alla determinazione che mette in campo ogni volta che sale in macchina. La
voglia di mettersi alla prova per ottenere il miglior risultato, facendo
parlare le classifiche piuttosto che le parole, le immagini ed i social. Caratteristiche
che, spesso, cozzano con quello che sempre più spesso si vede in giro per le
gare, come affermato dallo stesso Mattia:
Vedo sempre più spesso gente, piloti e navigatori, che corrono solo per farsi vedere, quasi fosse più importante l’apparire del risultato, ma senza la passione non si va da nessuna parte. Così facendo si corre il rischio di gareggiare per qualche anno poi tutto finisce. E credo che questo, in fin dei conti, se si esagera, non faccia nemmeno bene al nostro sport. I social, l’immagine, la promozione sono una cosa positiva ed importante, per lo sport e per chi vi investe, ma non si deve oltrepassare il limite
Se pensi ad un pilota, o anche più di uno, con cui hai gareggiato… con
chi ti sei trovato più a tuo agio?
Il miglior feeling in gara si è creato senza dubbio con Paolo Buscone, siamo diventati molto amici, nonostante le sole 6 gare fatte insieme, ci sentiamo ogni giorno ed appena c’è la possibilità ci incontriamo, anche al di fuori delle corse. In abitacolo, poi, mi sorprende perché è molto bravo con le note, ci capiamo al volo, ed anche con soli 2 passaggi in ricognizione riusciamo ad andare forte. Ho un bellissimo rapporto anche con Franco Ricciardi, un altro pilota ed amico con cui ho corso tanto, abbiamo anche vinto la Zona insieme, a bordo della Peugeot 208 R2, e siamo andati a giocarci la finale a Cassino nel 2023Sulla Peugeot 208 Rally4 al fianco di Franco Ricciardi
Hai parlato di feeling in macchina, una cosa fondamentale…
L’ho sempre detto e sempre lo sostengo: nei rally quando si vince, si perde, si soffre lo si fa insieme, in due. Pilota e navigatore. Un equipaggio, una squadra che gareggia per un risultato comune. Se un pilota vuole tutto il merito meglio che vada a correre in salita. A volte non lo capisce nemmeno l’appassionato, ma la vittoria o la sconfitta sono dell’equipaggio. Spesso il navigatore non è considerato, non viene neanche nominato, nemmeno dal suo pilota. E’ una cosa brutta nei nostri confronti, il navigatore a quel punto diventa un semplice passeggero. Non solo nel Mondiale, dove sono professionisti, la forza di un equipaggio sta molte volte proprio nel navigatore. Se non c’è il giusto feeling e affiatamento, in macchina, certi risultati non si portano a casa! Ci devono essere rispetto, stima, amicizia, tutte cose che ti fanno stare bene in macchina ed in gara e ti fanno capire al volo
Hai affrontato diversi rally navigando su una Rally3, una macchina ed
una categoria che stanno prendendo sempre più piede anche in Italia. Una
vettura sulla quale i giovani cercano di mettersi in mostra nel WRC. Come ti
sembra?
La Rally3 è una macchina che, standoci sopra ed imparandola, può permettere ad un pilota “normale” di non essere molto lontano dalle Rally2. E’ il giusto step per salire su vetture più importanti, abbastanza semplice da guidare, anche se per arrivare al limite servono gare e chilometri. Ma ci si possono togliere belle soddisfazioni. Anche per un navigatore può essere molto propedeutica, non troppo lontana dalle Rally2, anche se le prestazioni sono un po’ diverse. E’ una macchina che ha una carreggiata più stretta e richiede una guida un po’ diversa ma in accelerazione e staccata non è troppo lontana
Oltre all’affiatamento in macchina, sempre più spesso vediamo gli
equipaggi lavorare con i video. Qual è il tuo pensiero al riguardo?
Nelle ricognizioni, secondo me, transitando sulle prove si riescono a vedere cose che attraverso un filmato non si riescono a carpire. Il video delle speciali può servire, ma di certo non per stendere le note. Magari può aiutare dopo, ricontrollando il filmato registrato durante le ricognizioni, o il cameracar, per aggiustare alcune cose. Senza la voce del navigatore, non sentendolo parlare, il pilota rischia di imparare a memoria la strada. Guardando invece il video, unito alla voce del navigatore, e poi ritrovandosi in prova, il pilota si abitua ad ascoltarlo e ad essere più concentrato in speciale. E poi la memoria, nel contesto di una gara, o anche di una prova sola, rischia di giocare brutti scherzi. Per andare davvero forte si deve ascoltare il navigatore, la sua voce, nelle diverse sfumature, e le note da lui lette
Forse una domanda un po’ scontata, vista la tua storia con i rally…Se
dovessi scegliere tu, tra una gara su asfalto ed una su terra, la tua scelta
dove cadrebbe?
Terra tutta la vita! Sono cresciuto vedendo i rally che passavano dalle mie parti, San Marino e Castelli, una settimana di festa ogni volta. Ero nel mio mondo. Sicuramente mi hanno fatto crescere una grandissima passione che poi, presa la patente, mi ha portato a correre. C’è stato anche un pilota molto forte nella mia zona, William Matteucci, e Pio Dini, ex navigatore, che hanno corso a buoni livelli. Nonostante siamo pochi la nostra passione è sfrenata! Tornando ai giorni d’oggi siamo io, Alessandro Lani e Andrea Dini che abitano non troppo lontano da casa mia. Quello che mi dispiace è che sulle nostre strade, che hanno fatto la storia del rally italiano e mondiale, tratti sui quali Miki Biasion ha anche sviluppato la Delta rossa, la prima HF Integrale 16 valvole con la quale ha poi vinto il Sanremo 1989, non si transiti più in gara, almeno per ora, mi dispiace tanto. Non c’è solo Mercatello sul Metauro, ma luoghi come Montedale, Guinza, Ripa dell’Alto, Lamoli, Borgo Pace, Sestino, Sant’Angelo in Vado…la zona nei dintorni di Badia Tedalda…tutte strade molto vicine, che hanno fatto la storia del rally, che purtroppo non vengono più utilizzate. Lo scorso anno ci siamo inventanti il Rally Pranzo in Assistenza, con piloti come Andrea Navarra e Federico Martelli presenti, fare semplicemente un giro con loro su queste strade, anche solo per un raduno, sarebbe un sogno. E sono convinto che, ad esempio, se il San Marino Rally tornasse con il parco assistenza in zona, partenza ed arrivo a San Marino come è giusto, e le prove tutte intorno a Mercatello sul Metauro sarebbe il format giusto. Senza perdersi in trasferimenti infiniti per poi fare pochi chilometri di speciali, oltretutto, spesso, con troppi tratti di asfalto in mezzo. Credo che i Comuni del circondario lo accoglierebbero a braccia aperte!
Qual è stata, fino ad oggi, la macchina più bella e divertente con cui
hai corso?
La Clio Rally3 al fianco di Paolo Buscone. Quando scendi dalla macchina, alla fine di una gara, sei soddisfatto e divertito. Questo vuol dire che la macchina è bella e l’equipaggio funzionaInsieme a Paolo Buscone sulla Renault Clio Rally3
Il rally, finora, che ti ha regalato le emozioni più forti?
Il Rally Bianco Azzurro 2024 insieme a Franco Ricciardi. Sulla Peugeot 208 Rally4 abbiamo centrato un quinto posto assoluto, oltre a vincere la classe Rally4 e ad essere i più veloci tra le Due Ruote MotriciRally BiancoAzzurro 2024: la Peugeot 208 Rally4, Franco Ricciardi ed il quinto posto assoluto
Una gara ed prova che, solo a nominarle, ti fanno venire la pelle
d’oca?
Senza dubbio la speciale di San Bartolomeo. Anche se non l’ho mai affrontata in gara, purtroppo, ci sono passato tante volte perché è una strada che mi piace davvero tanto. Se parliamo di rally nel suo insieme, invece, il Sardegna sicuramente! E spero che l’isola dei Quattro Mori, abbandonato il WRC, si potrà “accontentare” dell’Europeo. Se tanti piloti, anche del Mondiale, vanno a correre là, sia su terra che su asfalto, credo che qualcosa di buono e di bello ce l’abbia sicuramente
Nel 2027, come hai già detto tu, il WRC si sposterà dalla Sardegna a
Roma. Come vedi questo cambiamento?
Il Mondiale a Roma può essere positivo a livello di logistica, le speciali, la gara e gli scenari sono molto belli, avere la validità europea già voleva dire tanto. Sarà sicuramente una bella novità, si passerà all’asfalto lasciando la terra, almeno per ora perchè spero che i rumors che parlano di riportare il Rally d’Italia nei luoghi dove si è scritta la storia del rallismo, sulla terra tra Toscana e Umbria, possano diventare realtà
Un sogno che speri di realizzare prima di appendere il casco al chiodo?
Di sicuro smetterò, il più tardi possibile, quando non mi divertirò più a correre. Finchè mi diverto non ci penso nemmeno! Il mio sogno sarebbe affrontare un Terra giocandomelo contro i migliori, non per forza vincere il titolo ma andare sul podio e lottare ad ogni gara per la vittoria
Cosa farai in questo 2026?
Inizierò la stagione al Circuito Rally di San Marino, a fine marzo, con Franco Ricciardi sulla Opel Astra poi, sempre al suo fianco, affronteremo la Sesta Zona a bordo della Lancia Ypsilon Rally4 e, nel mezzo, il Trofeo Open sul sedile di destra della Clio Rally3 insieme a Buscone. Poi se nel frattempo verrà fuori qualche altro rally ben venga! Anche se a breve arriverà per me una novità, molto più bella ed importante, visto che diventerò papà
Grazie Mattia per la tua disponibilità, un grandissimo in bocca al lupo per la tua stagione ed uno, ancora più grande, per la tua nuova vita da genitore. Una gioia immensa che va oltre qualsiasi risultato in gara!
Credits: Marco Cardinali - SM RacingMedia
- Articolo parzialmente pubblicato su TuttoRally -




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