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Central European Rally: il rally delle occasioni perse

Central European Rally: il rally delle occasioni perse

Neuville spreca l'occasione di vincere il Mondiale Piloti in anticipo. Rossel "getta alle ortiche" la chance di lottare fino alla fine per il WRC2. Alla fine un'unica certezza: il titolo Piloti andrà in casa Hyundai


Il Central European Rally, andato in scena lo scorso fine settimana sugli asfalti tra Austria, Germania e Repubblica Ceca, poteva essere, agli occhi di molti, e nelle speranze di tanti, la gara decisiva sotto diversi aspetti.

Primo su tutti era il rally nel quale Thierry Neuville, dopo una stagione affrontata sempre da leader del Campionato, poteva matematicamente laurearsi Campione del Mondo, dopo tanti anni e numerosi tentativi andati a vuoto.

Poteva essere l’appuntamento nel quale Hyundai avrebbe potuto raccogliere un bottino di punti importante da mettere tra sé ed i rivali di Toyota ed arrivare all’ultimo round, il Rally del Giappone, che sarebbe stato comunque l’evento decisivo per l’assegnazione del Mondiale Costruttori, con più tranquillità e meno pressione.

Sarebbe potuta essere la gara in cui Yohan Rossel avrebbe potuto mantenere vive le sue speranze di lottare per il titolo WRC2, mantenendo aperta la sfida fino al Rally Japan di fine novembre.

Ma con i se e con i ma non si arriva lontano e la gara centro-europea potrebbe essere stata decisiva, in senso negativo, sotto molteplici punti di vista.

L’unica certezza, dopo il Central European Rally 2024, è che il titolo Piloti finirà in casa Hyundai, in una lotta senza quartiere, nell’ultimo round, tra Thierry Neuville, leader del WRC, ed il compagno di squadra Ott Tänak che, visti i 30 punti totali ancora in palio, e la sua distanza dal belga di 25 lunghezze, con una gara veloce e senza commettere errori in Giappone, e confidando in qualche sventura, sotto pressione, di Neuville potrebbe soffiare l’ambito titolo al pilota belga.

Thierry Neuville e la rincorsa al primo Mondiale Piloti

Il belga, in forza al team Hyundai Motorsport, ha davvero quest’anno la possibilità di centrare l’obiettivo più alto, ambito e bramato per tanto tempo e tante stagioni: conquistare il titolo di Campione del Mondo Rally.

Ed il Rally dell’Europa Centrale poteva essere proprio l’occasione giusta, correndo oltretutto quasi in casa, per “chiudere la pratica” Mondiale con una gara d’anticipo. Ma un errore, sembra, nella stesura delle note che ha causato un’uscita di strada, nella tappa del sabato, facendogli vivere un “momento da brividi” e tanto tempo perso prima di riuscire a ripartire, ha annientato le sue possibilità di trionfo.

Tutto ora sarà rimandato al conclusivo Rally del Giappone, con una sfida per il titolo che vedrà antagonista il “nemico” peggiore, ovvero il suo compagno di squadra Ott Tänak . Infatti, al termine del CER, Neuville deve anche “ringraziare” i due rivali di casa Toyota che sono definitivamente usciti dalla lotta per il Mondiale.

Sèbastien Ogier è uscito di strada nel momento peggiore, quello in cui doveva stringere i denti ed evitare errori fatali per poter rimanere, pur da pilota part-time, in corsa ed in grado di mettere pressione al rivale belga. Elfyn Evans, invece, saluta la rincorsa al titolo dopo l’ennesima prestazione non troppo brillante, in una gara in cui doveva, e poteva, ambire alla vittoria per rilanciarsi nel WRC e rimanere protagonista della battaglia che si concluderà nella patria di Toyota.

Senza dimenticare che Neuville, nonostante sia sempre arrivato a punti quest’anno, in tutti i rally disputati, spesso, se messo sotto pressione, può commettere errori davvero decisivi e fatali. Sarebbe davvero un finale thriller.

Il nemico peggiore è il tuo compagno di squadra: Ott Tänak

L’estone, a bordo della Hyundai i20N Rally1 Hybrid, è matematicamente l’unico avversario che potrebbe impensierire Thierry Neuville nella sua corsa verso l’iride.

Ott Tänak si è già cucito il Mondiale addosso nel 2019 ed ha dimostrato, anche durante il Central European Rally, di saperci davvero fare, e di aver trovato il giusto feeling con la vettura, anche su asfalto, la superficie probabilmente a lui meno favorevole rispetto al compagno belga: quarto posto al Monte ed in Croazia e poi la gioia della vittoria finale nel CER.

Con una stagione altalenante, in cui si è spesso lamentato dello scarso adattamento alla sua Hyundai, “macchiata” dallo zero incassato in Finlandia e dai problemi in cui è incappato in Svezia, al Safari ed in Polonia, dove si è salvato grazie ai punti della Super Sunday e della Power Stage, si è però reso protagonista di brillanti vittorie finali in Sardegna e in questo ultimo appuntamento, oltre ai podi conquistati in Portogallo, Lettonia, Acropolis e Cile.

Ed è ora in seconda posizione, a 25 punti da Neuville: un margine che potrebbe sembrare abbastanza rassicurante per il belga ma non sufficiente per dormire sonni tranquilli e che mantiene vive le possibilità per Tänak di aggiungere un altro titolo Mondiale nella sua bacheca.

Sempre che non arrivino “ordini dall’alto”, dalla Direzione di Hyundai, volti a “congelare” le posizioni, premiando per così dire Neuville per la sua costanza di rendimento, con stagioni corse sempre ad alti livelli e con brillanti risultati, per l’attaccamento al Marchio, è insieme alla Casa coreana dal 2014, e non mettere in pericolo il Mondiale Costruttori, assolutamente alla loro portata e che coronerebbe una stagione davvero perfetta.

Il Mondiale Costruttori è ancora aperto: solo 15 punti tra Hyundai e Toyota

Il Central European Rally ha anche segnato un ulteriore, seppur piccolo, passo in avanti per Toyota nella sua rincorsa al Mondiale Costruttori, il quarto consecutivo, che potrebbe mettere il “sale sulla coda” a Hyundai e scavalcarla proprio in vista del traguardo ed evitare una festa totale della squadra coreana.

Sarà un Rally del Giappone davvero acceso sul fronte Costruttori, Toyota ha recuperato altri 2 punti in classifica nonostante lo stop di Ogier e si trova ora a soli 15 punti di distanza. Senza il ritiro del francese potevano già “mettere la freccia” e superare i rivali. E Hyundai, senza la battuta d'arresto di Mikkelsen, avrebbe potuto difendere meglio la posizione.

Si vivrà quindi un Rally del Giappone al cardiopalma, di grande tensione sportiva, perché i giapponesi dovranno fare, puntando su Ogier, Evans e Katsuta, una gara perfetta e raccogliere in totale 16 punti in più dei piloti Hyundai. Dall’altro lato i coreani, o meglio i loro driver, dovranno stare il più lontano possibile da problemi ed errori, per non vanificare il brillante lavoro svolto durante l’intera stagione.

Yohan Rossel e la battaglia per il Campionato WRC2

Il francese, a bordo della sua Citroen C3 Rally2, si giocava nel CER la sua “ultima cartuccia” e la possibilità di tenere aperto un WRC2 davvero combattuto fino all’ultimo round, il Rally del Giappone.

Partendo dalla vittoria, rocambolesca e con tantissime polemiche, tra corsi e ricorsi, ottenuta in Cile, Rossel poteva puntare ad un risultato davvero importante, il bersaglio più grande, la vittoria, in una gara disputatasi sul fondo, l’asfalto, più congeniale a lui ed alla sua vettura.

Senza dimenticare che, alla fine, la gara è stata vinta dal compagno di squadra e di vettura Gryazin al quale, molto probabilmente, nel caso in cui il francese non si fosse trovato in testa ma alle sue spalle, Citroen avrebbe potuto chiedere di “prestare il fianco”, lasciandosi sorpassare da Rossel che avrebbe scavalcato Oliver Solberg in classifica ed avrebbe messo Sami Pajari nella condizione di dover vincere a tutti i costi, per potersi aggiudicare il Campionato, in Giappone.

Ed invece, in una gara davvero complicata e travagliata, Rossel è dapprima incappato in un errore il venerdì, con un’uscita di strada che ha danneggiato la sua Citroen e gli ha fatto perdere tantissimo tempo, per poi ritirarsi nuovamente nella giornata di sabato e chiudendo la gara con un misero 11° posto di categoria e zero punti incassati. In questo modo il francese esce definitivamente dalla lotta per il titolo.

Ma, cosa forse ancora più importante, faciliterà il compito in Giappone a Pajari che, con Solberg costretto a “stare alla finestra” a guardare cosa succederà, incrociando le dita per non essere scavalcato, si potrebbe anche accontentare di arrivare secondo, senza rischiare troppo, per essere incoronato Campione.

E di certo il finlandese, a bordo della sua Toyota GR Yaris Rally2, ha mostrato per tutto l’anno velocità, nervi saldi, e di avere tutte le carte in regola per riuscire nell’impresa.

Foto: Luca Barsali

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