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Si può essere rivali in gara e amici fuori dalle corse?

Si può essere rivali in gara e amici fuori dalle corse?

Georg Linnamäe e Robert Virves, in lotta per la vittoria nel rally di casa. Con quella scena a fine gara che sarebbe fantastico vedere più spesso, come accadeva (quasi) sempre in passato: “nemici” in speciale, amici una volta terminata


Chi lo ha detto che le amicizie non possano esistere nelle competizioni?

Che sia possibile lo hanno dimostrato, al termine di un Rally di Estonia tirato fino all’ultima, decisiva, prova speciale, Robert Virves e Georg Linnamäe con quell’abbraccio tra i due, una volta conclusa la Power Stage, che riassume la straordinaria battaglia per la vittoria nel rally di casa ma soprattutto l’amicizia ed il rispetto reciproco che li contraddistingueUno straordinario rispetto e ammirazione che questi due amici-rivali hanno l'uno per l'altro. 

L’amicizia

Sebbene entrambi provengano dall'Estonia, ed abbiano solo due anni di differenza di età, Virves e Linnamäe non si sono scontrati così spesso in gara.

Virves non riesce a stabilire con esattezza quando ha conosciuto Linnamäe, ma afferma senza dubbi:

A poco a poco siamo diventati amici più stretti. L'anno scorso eravamo entrambi nel team RedGrey, quindi eravamo compagni di squadra e oltretutto festeggiamo il compleanno lo stesso giorno! Ma durante il rally siamo rivali dal momento in cui indossiamo il casco. Nell’ultimo Rally di Estonia partivamo abbastanza vicini, quindi la maggior parte delle volte, in trasferimento, ci siamo fermati quasi sempre insieme e abbiamo scherzato tanto, finché non abbiamo indossato di nuovo i caschi

Gli fa eco Linnamäe:

Robert e io ci siamo conosciuti quando ancora entrambi correvamo con le vetture a trazione anteriore e, non so, penso si sia sviluppata una sorta di amicizia attraverso il tentativo di... stavamo entrambi cercando di migliorare e penso che abbiamo visto l'opportunità di aiutarci un po' a vicenda e di condividere informazioni e ciò che avevamo imparato. Quando Robert è salito per la prima volta su una Rally2, io guidavo quel tipo di vettura da due anni, quindi ovviamente aveva un sacco di domande per me ed ero felice di aiutarlo perché come pilota lo rispetto moltissimo. E credo di poter dire che sia mio amico non solo perché lo rispetto, ma perché mi piace come persona, è un ragazzo molto simpatico. Non dico che Robert e io ci incontriamo ogni giorno e che siamo incredibilmente uniti, ma lo considero un buon amico e quando lui è a Tallinn o io mi trovo là usciamo un po' insieme

E questo loro rapporto è così anche in gara, in un certo senso, come dimostra una foto scattata, e poi condivisa dal Responsabile del Campionato ERC Iain Campbell, che mostra la coppia intenta a studiare lo stesso cameracar nel riordino prima della Power Stage. E dice scherzando Virves:

In realtà stavamo osservando il mio onboard dal primo passaggio, ecco perché ha fatto una prova così buona nel secondo!

E Linnamäe è stato subito pronto a ribattere:

Ma sono stato più veloce di lui anche nel primo passaggio!

Ed è qui, in questo momento scherzoso e simpatico, che si riassume il loro rapporto.

La rivalità in gara 

La lotta per la vittoria nel Rally di Estonia è stata qualcosa di davvero epico: Virves, al termine del sabato, era staccato da Linnamäe, leader momentaneo, di un solo secondo. La domenica poi si è portato in testa, arrivando allo start dell’ultima speciale davanti di 9.3 secondi e pensando, forse, di avercela fatta. Ma il meteo stava peggiorando e Linnamäe ha pensato bene di giocarsi tutto nell’ultima, conclusiva, Power Stage:   

Penso che ciò che mi può davvero aver aiutato sia stato il disegno più aperto delle mie Michelin in quelle condizioni. Ero abbastanza fiducioso di potermela giocare e che i nostri pneumatici avrebbero funzionato un po' meglio

Ed arrivare a fine speciale, con un tempo più veloce del tuo avversario di 11.5 secondi è stato da leggenda. Ricorda Linnamäe: 

Direi che è stato quasi un brivido ad ogni curva, ma allo stesso tempo tutto era abbastanza sotto controllo, ed ho spinto davvero tanto. Ho corso dei rischi, ma quando ti fidi di te stesso e della macchina sai che ce la puoi fare. Sono contento che siamo riusciti a combattere per tutto il rally e a combattere sulla strada, non perché uno dei due ha avuto qualche problema o altro. Stavamo davvero solo gareggiando l'uno contro l'altro e sì, finire in quel modo, è stato come un sogno

Per Virves il rally è stato tutt'altro che perfetto. Ha voluto apportare alcune modifiche all'assetto della sua Škoda nella settimana tra Polonia ed Estonia e queste non hanno funzionato nel migliore dei modi, trovandosi in difficoltà nel primo passaggio sulle prove. Ha detto Virves:

Non siamo riusciti a sistemare l’auto durante il rally, quindi ho cercato di adattarmi. I primi passaggi sono stati una lotta, ma quando la strada era diventata più dissestata, allora era un po' più facile guidare. Non è stato perfetto, di sicuro, ma ci abbiamo comunque provato e penso che alla fine, nonostante gli errori che abbiamo fatto, abbiamo raccolto un buon risultato. Certo, il primo a voler vincere sono io ma in questo caso non ci sono riuscito. Ma sono felice per lui, perché anche lui si meritava la vittoria

Ci piace sognare? Ci piace vedere il bicchiere sempre mezzo pieno? Resta il ricordo e la speranza che possa diventare, o meglio tornare ad essere, la normalità e di raccontare ancora storie di piloti che lottano, con il “coltello fra i denti”, in prova speciale per ottenere la vittoria e che poi, finita la “battaglia”, tornano ad essere amici.

Stima, rispetto ed amicizia che dovrebbero essere alla base dello sport e della competizione. Sempre.

Fonte: DirtFish 

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