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Come può il WRC rinunciare a rally che hanno fatto la storia?

Come può il WRC rinunciare a rally che hanno fatto la storia?

Nuova Zelanda, Australia, Argentina, Gran Bretagna, Corsica, Sanremo, Messico… come possono non fare parte del Mondiale? Hanno scritto pagine di storia e fanno tornare alla mente ricordi fantastici. Potrebbero tornare?


La domanda non è cambiata: quando il WRC tornerà a visitare Paesi e a proporre gare iconiche della storia del Mondiale Rally? Un nome su tutti? Secondo me la Nuova Zelanda.

Manca nel WRC dal 2022, e la gente non vede l’ora che ritorni. E perché non dovrebbe? Le Rally1 hanno fatto la loro presenza e hanno entusiasmato gli appassionati, con Kalle Rovanperä volato verso una vittoria che gli ha anche consegnato il suo primo titolo Mondiale. Jack's Ridge, nella periferia di Auckland, Te Akau, Whaanga Coast… nomi di speciali che rievocano ricordi e fanno venire ancora la pelle d’oca.

Quel Rally di Nuova Zelanda è stato, in un certo senso, l’esempio di come gli eventi più iconici, tradizionali, possano evolversi per andare incontro alle esigenze moderne, richieste dal Promotore del WRC, offrendo al tempo stesso la classica azione e spettacolo agli appassionati lungo le prove speciali. E la gente lo vorrebbe ancora, anzi in modo ancora più deciso. Certo, alcuni parlano di investimento multimilionario necessario per portare un round del WRC nel Paese, ma non guardano il quadro generale.

Al momento il calendario del WRC per il 2025 è ancora in fase di sviluppo e valutazione da parte degli addetti ai lavori ma alcuni tasselli sono già stati posizionati nel puzzle: Svezia, Paraguay, Cile, Portogallo, Safari, Sardegna, Canarie, Estonia, Finlandia, Grecia, Central European Rally, Giappone e Arabia Saudita hanno tutti trovato l’accordo con la società di promozione del WRC Promoter.

Ma come? Non è presente il Monte-Carlo? Non preoccupatevi. La gara del Principato dovrebbe essere, quasi certamente confermata come gara di apertura della stagione 2025, il Promotore sta lavorando al rinnovo del contratto con l'Automobile Club de Monaco. 

Potrebbe sembrare un buon mix. L'Europa è ben rappresentata, con nove round, il Sud America ne ha due, mentre Africa, Asia e Medio Oriente ne ottengono uno a testa. E c'è una buona proporzione tra vecchio e nuovo, tra gare che hanno scritto pagine memorabili ed hanno fatto la storia del Mondiale e le “new entry”.

Guardando ai continenti manca l’Oceania, ma sono in corso trattative con la Nuova Zelanda e sembra che la strada stia iniziando ad allinearsi, con la volontà di tornare su quell’isola. E l'Australia? Meno probabile. Molto meno. I giorni d'oro di Perth, Langley Park e gli spettacolari salti di Bunnings sembrano solo un lontano ricordo.

Ma parlando di storia e di gare iconiche, delle quali abbiamo davvero nostalgia, quali altri Paesi tornano alla mente?

L'Argentina, certamente. E’ rimasta fuori dal WRC, ed anche dal prossimo calendario 2025, in favore del Cile, ma il potenziale per un ritorno sembra esserci. La Gran Bretagna? Meno probabile. Il lato positivo è che l'Irlanda si sta avvicinando sempre di più al WRC e, anche se non offrirà lo spettacolo delle foreste e del fango del Gallese ha strade altrettanto fantastiche e una marea di appassionati che aspettano di accogliere di nuovo il WRC.

E la Corsica? Purtroppo il WRC Promoter non sembra stia valutando un ritorno sull’isola francese. Sanremo? Non finché la tappa italiana del Mondiale farà base in Sardegna. I giorni del Sanremo sembrano finiti. Si era iniziato a parlare di un trasferimento, o di una secondo round di WRC, a Roma, ma Alghero ed Olbia sembrano sicure ed in vantaggio come sedi della gara mondiale italiana, almeno nell'immediato futuro.

Il Messico? Mantiene sempre una buona possibilità, ma nel frattempo gli organizzatori stanno lavorando al progetto del Rally USA che sembra dovrebbe affacciarsi al WRC nel 2026, ma ci sono ancora diversi ostacoli da superare e diversi aspetti da definire.

Di certo WRC Promoter riceverà la sua giusta dose di critiche per non aver proposto un calendario con il giusto mix di storia, tradizione e nuovi mercati. Ma si tratta di  un'azienda, ed un'azienda è sul mercato per fare business.

Sarebbe davvero bellissimo rivedere nel WRC la Nuova Zelanda, o l'Argentina, o ancora la Gran Bretagna o una tappa su asfalto in Italia o in Corsica. Si potrebbe pensare ad una rotazione delle gare, sempre mantenendo il giusto equilibrio tra gare “storiche” e novità. Non sarebbe impossibile. Ma ci dovrà essere anche un equilibrio, e soprattutto delle solide basi, a livello economico, dai Paesi chiamati ad ospitare il Mondiale. E cercare di andare a gareggiare in luoghi dove la passione per il nostro amato rally è davvero forte. Basta guardare alla recente Polonia: nonostante i problemi causati dall’indisciplina del pubblico gli appassionati sono davvero tantissimi e ne è uscito un evento fantastico.

Il WRC deve essere irresistibile per il mondo intero. Ed è possibile. Mostrando a qualcuno che non ha mai sentito parlare di rally un video, deve rimanerne affascinato.

Fonte: DirtFish

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